Una nuova opportunità terapeutica per la cura di NSCLC: la mutazione BRAF V600

Una nuova opportunità terapeutica per la cura di NSCLC: la mutazione BRAF V600

Dal mese di dicembre 2019,  anche in Italia, la terapia combinata dabrafenib + trametinib è stata approvata e rimborsata per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato positivo alla mutazione BRAF V600.

Il gene BRAF è mutato nel 4% dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC). Il 50% di questi pazienti ha la mutazione V600E.

Le mutazioni di BRAF, considerate dei driver oncogenici alternativi nel NSCLC, portano ad un’attivazione costitutiva delle vie di segnalazione cellulare a valle della MAP chinasi, sono in genere mutualmente esclusive rispetto alle mutazioni di EGFR e ai riarrangiamenti di ALK e ROS1 e, al contrario di queste, sono più frequenti nei fumatori.

È stato dimostrato un beneficio nel 30% dei casi di pazienti con NSCLC e BRAF V600E mutato trattati con un inibitore di BRAF come vemurafenib o dabrafenib.. I dati rivelano inoltre come la terapia combinata con inibitori di BRAF e MEK, nello specifico dabrafenib e trametinib, determini un raddoppio sia del tasso di risposta (66,7% nei pazienti precedentemente trattati, 64% in quelli non trattati), sia un miglioramento della sopravvivenza libera da malattia (più di 10 mesi), come già noto per pazienti affetti da melanoma con mutazione BRAF V600E. L’attività antitumorale della combinazione dabrafenib-trametinib è paragonabile a quella degli inibitori di EGFR o ALK nei pazienti con i due geni rispettivamente mutati.

Per tale motivo, FDA ed EMA hanno approvato la combinazione dabrafenib + trametinib per il trattamento di pazienti con NSCLC in stadio avanzato e mutazione BRAF V600. Indicazione che è stata recepita e condivisa lo scorso dicembre anche da AIFA e dal SSN con conseguente rimborsabilità per i pazienti candidabili alla terapia.

Studi clinici sono in corso per valutare l’efficacia di altre combinazioni di BRAF- e MEK-inibitori già approvate per il melanoma, come vemurafenib + cobimetinib ed encorafenib + binimetinib, per il trattamento del NSCLC con BRAF mutato.

Lo studio delle mutazioni del gene BRAF e nello specifico di BRAF V600, già indicato come marcatore predittivo per i tumori di colon e melanoma, diventa uno strumento essenziale per la medicina di precisione dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSLC). Tale determinazione può essere ad oggi eseguita con diverse metodiche analitiche, tra cui sequenziamento di nuova generazione, Spettrometria di massa per acidi nucleici, Real Time PCR e Pyrosequencing, tutte disponibili tra le soluzioni proposte da Diatech Pharmacogenetics.

Riferimenti bibliografici

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  2. Planchard D, Smit EF, Groen HJM, et al. Dabrafenib plus trametinib in patients with previously untreated BRAFV600E-mutant metastatic non-small-cell lung cancer: an open-label, phase 2 trial. Lancet Oncol. 2017;18(10):1307–1316. doi:10.1016/S1470-2045(17)30679-4
  3. Planchard D, Besse B, Kim TM et al. Updated survival of patients (pts) with previously treated BRAF V600E–mutant advanced non-small cell lung cancer (NSCLC) who received dabrafenib (D) or D + trametinib (T) in the phase II BRF113928 study. Journal of Clinical Oncology 2017 35:15_suppl, 9075-9075
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  5. GU Serie Generale n.294 del 16-12-2019
  6. https://www.onclive.com/insights/expanding-targets-nsclc/treatment-options-for-brafmutated-nsclc
2020-04-17T15:53:11+00:00