Farmacogenetica e carcinoma mammario trattato con Fluoropirimidine

In questa nuova newsletter siamo lieti di ospitare la Dott.ssa Maria Rosa Cappelletti, che da alcuni anni si occupa di ricerca farmacogenetica e farmacogenomica, avvalendosi di una numerosa casistica e di collaborazioni con prestigiosi istituti nazionali e internazionali come Peter Mac Cancer Centre, University of Melburne, Victoria-Australian.

Il numero di casi di tumore al seno diagnosticati in Italia è in aumento; ad oggi, si conta che una donna su dieci ne sia colpita. E’ il tumore più frequente nel sesso femminile con un tasso di mortalità del 17% di tutti i tumori.

I trattamenti oncologici per il carcinoma mammario in regime adiuvante e metastatico si basano principalmente sulla combinazione di diversi farmaci chemioterapici, come le antracicline, i taxani, la ciflofosfamide e le fluoropirimidine.

Le fluoropirimidine sono agenti chemioterapici usati nel trattamento del carcinoma della mammella localmente avanzato o metastatico; appartengono alla famiglia degli antimetaboliti ed agiscono specificamente sui componenti delle basi azotate del DNA interferendo con le reazioni che portano alla formazione dell’anello pirimidinico o di quello purinico. Quindi, gli antimetaboliti possono sia interferire con la formazione di questi componenti, sia sostituirsi ad essi rendendoli antagonisti.

Le reazioni tossiche e le risposte indotte dalle terapie a base di fluoropirimidine variano da individuo a individuo; i fattori determinanti la variabilità interindividuale sono i polimorfismi genetici, cioè alterazioni stabili nella sequenza del DNA, come le ormai note sostituzioni a singolo nucleotide (SNP). Diversi studi hanno confermato il ruolo predittivo di alcuni polimorfismi genetici sulla tossicità e sull’efficacia della chemioterapia.

L’U.O. Multidisciplinare di Patologia Mammaria dell’A.O. Istituti Ospitalieri di Cremona ha voluto indagare, utilizzando il kit FLUOROPYRIMIDINES response® (cod.UP024, Diatech Pharmacogenetics), l’eventuale legame tra la presenza di alcuni polimorfismi implicati nella risposta alle fluoropirimidine e la tossicità durante o dopo la chemioterapia con capecitabina. Si sono presi in esame diciannove pazienti con carcinoma mammario metastatico in prima linea e successive linee, trattati inizialmente con capecitabina 1500 mg (53%) o 2000 mg(47%) in schedula metronomica da sola (10%) o associata con vinorelbina (90%).

I risultati, esposti al 13°congresso AIOM – 2011, mostrano una significativa associazione tra la variante allelica MTHFR 1298A>C in omozigosi o in eterozigosi e le reazioni avverse da fluoro pirimidine, suggerendo così agli oncologici di porre molta attenzione a trattamenti contenenti 5-Fu o derivati in pazienti portatori di tale mutazione, correlata a severa tossicità ematologica, sindrome manopiedi e scarsa risposta al trattamento. In questo studio, abbiamo riscontrato inoltre un evento avverso serio con necessità di ricovero in Rianimazione in una paziente, in trattamento con capecitabina, portatrice del polimorfismo DPYD IVS14+1 G>A (DPYD*2A) in eterozigosi.
Da quanto appena descritto si evince come la determinazione dei polimorfismi MTHFR 1298A>C e DPYD*2A prima di iniziare un trattamento chemioterapico contenente fluoropirimidine sia necessaria per evitare che i pazienti sviluppino tossicità anche di grado elevato.

Il kit FLUOROPYRIMIDINES response® (cod.UP024, Diatech Pharmacogenetics) consente di identificare mediante Pyrosequencing, oltre ai polimorfismi DPYD IVS14+1 G>A e MTHFR 1298A>C, anche TSER 28bp VNTR e MTHFR C677T, tutte varianti genetiche predittive di tossicità/tollerabilità alla chemioterapia con fluoropirimidine e quindi di grande aiuto nella scelta terapeutica ottimale.

Si ringraziano
Dr. Daniele Generali
Medico Oncologo del Laboratorio di Oncologia Molecolare Senologica dell’Unità Operativa Multidisciplinare di Patologia Mammaria dell’Azienda Ospedaliera Istituti Ospitalieri di Cremona
Dott.ssa Maria Rosa Cappelletti
Biologo del Laboratorio di Oncologia Molecolare Senologica dell’Unità Operativa Multidisciplinare di Patologia Mammaria dell’Azienda Ospedaliera Istituti Ospitalieri di Cremona
Dott.ssa Chiara Foroni
Biologo del Laboratorio di Oncologia Molecolare Senologica dell’Unità Operativa Multidisciplinare di Patologia Mammaria dell’Azienda Ospedaliera Istituti Ospitalieri di Cremona
Dott. Daniele Andreis
Coordinatore di ricerca clinica del Laboratorio di Oncologia Molecolare Senologica dell’Unità Operativa Multidisciplinare di Patologia Mammaria dell’Azienda Ospedaliera Istituti Ospitalieri di Cremona
Dott.ssa Mara Maldotti
Biotecnologo del Laboratorio di Oncologia Molecolare Senologica dell’Unità Operativa Multidisciplinare di Patologia Mammaria dell’Azienda Ospedaliera Istituti Ospitalieri di Cremona

2017-08-29T09:14:28+00:00