EGFR e tumore al polmone

La Diatech è lieta di annunciare l’uscita di due nuovi test:
– Risposta agli inibitori tirosinchinasici di EGFR (sensibilità al trattamento)
– Risposta agli inibitori tirosinchinasici di EGFR (sviluppo della resistenza al trattamento)
I Due kit consentono di identificare le principali varianti del gene EGFR.

Il tumore al polmone è la più comune forma di cancro con la più alta incidenza in tutto il mondo. I tassi di mortalità sono i più alti nei pazienti maschili e secondi solo a quelli del tumore al seno tra le donne. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni è approssimativamente del 10%. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) rappresenta all’incirca il 75% dei casi di tumore al polmone. L’intervento chirurgico costituisce il trattamento preferenziale delle forme precoci, ma il 60-65% dei pazienti si presenta con la malattia localmente avanzata o ad uno stadio metastatico. La maggior parte di questi pazienti progredisce dopo il trattamento con la chemioterapia di prima linea e pertanto viene sottoposta a trattamenti di II e III linea con inibitori della proteina tirosina-chinasi (TKI), quali gefitinib ed erlotinib. Tali derivati chinazolinici inibiscono l’attività tirosin-chinasica del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (EGFR), solitamente espresso sulla membrana delle cellule del carcinoma polmonare. L’EGFR gioca un ruolo importante in molteplici vie di trasduzione del segnale che regolano vari processi cellulari: divisione, apoptosi, mo tilità, adesione. Bloccando l’EGFR, gefitinib ed erlotinib contribuiscono a rallentare la crescita e la diffusione delle cellule tumorali.
La presenza di varie mutazioni somatiche nel gene EGFR di pazienti con NSCLC è stata dimostrata da numerosi studi. Più recentemente alcune di queste mutazioni sono state associate all’efficacia degli inibitori della tirosina-chinasi, mentre altre sono state correlate con la resistenza agli stessi farmaci. Le mutazioni farmaco-sensibili più comuni sono le delezioni “in-frame” che eliminano i cinque aminoacidi ELREA nell’esone 19 e la sostituzione L858R nell’esone 21. Queste alterazioni, insieme, rappresentano l’85-90% di tutte le mutazioni di EGFR nel NSCLC. La sostituzione T790M, invece, è la mutazione più frequente tra quelle che inducono la resistenza ai TKI.
Soprattutto sulla base dei risultati ottenuti dall’ultimo studio scientifico di fase III, IPASS, il comitato per i medicinali per uso umano dell’EMEA, nel mese di Aprile 2009, ha autorizzato la commercializzazione in Europa del gefitinib (IRESSATM) per il trattamento dei pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico che presentano mutazioni attivanti nel dominio tirosin-chinasico del gene EGFR. Soltanto questi pazienti, infatti, traggono il maggior beneficio, in termini di sopravvivenza senza progressione (PFS) e tasso di risposta oggettivo (ORR), rispetto ai pazienti con EGFR wild-type. Iressa, pertanto, è l’unico approccio di medicina personalizzata approvato per il trattamento selettivo dei pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule avanzato positivo per le mutazioni attivanti del gene dell’EGFR (EGFRm+) in tutte le linee di trattamento. Lo ;studio IPASS ha documentato la maggiore efficacia di Iressa in monoterapia nel confronto diretto con la chemioterapia standard di prima linea. La selezione dei pazienti con un chiaro algoritmo molecolare permette di ottimizzare il trattamento con l’ottenimento del controllo di malattia (risposta completa, parziale o stabilizzazione) nel 91,7% dei pazienti esposti al trattamento con Iressa e con un aumento significativo di 3,2 mesi della sopravvivenza libera da progressione (9,5 verso 6,3 mesi della chemioterapia a base di platino) in prima linea di trattamento (Mok T, NEJM 2009).
Il kit di risposta agli inibitori tirosinchinasici di EGFR per la sensibilità al trattamento permette di determinare, mediante Pyrosequencing, con elevata accuratezza, le più comuni mutazioni attivanti del gene EGFR associate alla sensibilità agli inibitori della tirosina-chinasi: E746-A750del nell’esone 19, L858R e L861Q nell’esone 21. Un primer set secondario fornito nel kit permette di rilevare eventuali mutazioni presenti nel codone 719 dell’esone 18 di EGFR.
Per mezzo della stessa tecnologia, il kit di risposta agli inibitori tirosinchinasici di EGFR per lo sviluppo della resistenza al trattamento consente di identificare le principali varianti del gene EGFR correlate con la resistenza a gefitinib/erlotinib: T790M nell’esone 20 e D761Y nell’esone 19. Con i reagenti forniti nel kit è possibile rilevare anche mutazioni secondarie dell’esone 20, nella regione compresa tra il codone 768 e il 772.

2017-08-29T09:16:35+00:00