Determinazione dell’assetto genico di KRAS e BRAF nei carcinomi colorettali mediante Pyrosequencing: l’esperienza del gruppo di Udine all’ESMO 2010 di Barcellona

In questa newsletter siamo lieti di ospitare il Dr. Stefano Pizzolitto, Direttore della Struttura Operativa Complessa di Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine.

I costanti miglioramenti nella conoscenza degli eventi genetici alla base dello sviluppo dei tumori, della loro progressione e dell’attività metastatica, hanno permesso negli ultimi anni un significativo e diretto impatto sulle strategie terapeutiche dei pazienti affetti da neoplasie maligne. Da tempo la sezione di Patologia Molecolare della Struttura Operativa Complessa di Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine, diretta dal dott. Stefano Pizzolitto, si dedica all’identificazione di biomarcatori molecolari allo scopo di guidare le decisioni cliniche nel trattamento oncologico. Il frutto del lavoro volto alla ricerca delle mutazioni del gene KRAS in carcinomi colorettali metastatici si è concretizzato nella produzione di un contributo scientifico che è stato presentato a Barcellona dal 30 giugno al 3 luglio scorsi all’ESMO Conference: 12th World Congress on Gastrointestinal Cancer at CCIB.
Si tratta di un importante contributo sulla predittività di risposta ai farmaci inibitori di EGFR nei pazienti con carcinoma del colon in fase avanzata. Lo studio si è avvalso di 122 casi di pazienti affetti da carcinoma colorettali metastatici in cui sono state ricercate specifiche mutazioni di K-RAS e di B-RAF sul tumore primitivo e sulle metastasi, sincrone o metacrone. Nel prossimo congresso nazionale SIAPEC che si terrà a Bologna i prossimi 21-25 settembre verranno presentati ulteriori 188 casi, per un totale di 346 campioni provenienti da 210 pazienti.
La valutazione delle mutazioni di KRAS e BRAF è stata condotta con tecnologia Pyrosequencing su DNA estratto dai tessuti tumorali ottenuti da blocchetto paraffinato, utilizzando i test “Anti-EGFR MoAb response® (KRAS status)” e “Anti-EGFR MoAb response® (BRAF status)” della Diatech. I risultati ottenuti hanno evidenziato una percentuale di mutazioni pari al 49% per K-RAS e B-RAF che risulta ancora superiore per la casistica che verrà presentata al Congresso Nazionale SIAPEC.
Le mutazioni per K-RAS e per B-RAF sono risultate, nella coorte di studio, mutualmente esclusive. Il pattern di mutazioni ha rispettato nelle frequenza le proporzioni attese. In 2 pazienti è stata riscontrata la mutazione Q61H a carico del codone 61 e 4 casi hanno rivelato la presenza di mutazione A146T a carico del codone 146. In 4 tumori è stata identificata la mutazione V600E del gene BRAF.
L’importanza dello studio appare avvalorata dal rilevamento di una frequenza di mutazioni più alta rispetto a quella riportata sinora in letteratura grazie anche alla possibilità di identificare mutazioni rare, come quelle nei codoni 61 e 146 di KRAS e quelle a carico di BRAF. Questo permetterebbe di spiegare il motivo per cui pazienti definiti wild-type per i codoni 12 e 13 non trovano comunque giovamento dalla terapia con farmaci anti-EGFR, in quanto portatori di mutazioni negli altri codoni. La maggiore frequenza di mutazioni rilevata nello studio rispetto ai valori riportati in letteratura, si rifletterebbe in una maggiore sensibilità del metodo di sequenziamento con tecnologia Pyrosequencing.
Tale sensibilità ha permesso inoltre di ottenere ottimi risultati anche in presenza di campioni tissutali molto scarsi o con componenti neoplastiche molto esigue, come quelli bioptici endoscopici che nella casistica sopra riportata rappresentavano il 30%.
Le conclusioni cui giunge il lavoro del gruppo di Udine del Dott.Pizzolitto sono che la tecnologia di pyrosequenziamento rappresenta allo stato attuale una promettente tecnologia, ampiamente affidabile e altamente sensibile, facilmente implementabile nella routine clinica di laboratorio, anche per la sua facilità di impiego e per la rapidità di esecuzione complessiva dei test potenzialmente fruibile al clinico in 2 giorni.
I dati ottenuti dalla continuazione del lavoro presentato all’ESMO Conference: 12th World Congress on Gastrointestinal Cancer at CCIB continuano ad avvalorare i risultati discussi a Barcellona ed aprono lo scenario per lo studio di altri biomarcatori molecolari EGFR-mediati coinvolti nella cascata di trasduzione del segnale e volti alla definizione della terapia maggiormente efficace per ciascun paziente

Si ringraziano
Dr. Stefano Pizzolitto
Direttore della Struttura Operativa Complessa di Anatomia Patologica – Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia – Udine
Dr.ssa Giovanna De Maglio
Dirigente Biologo della Struttura Operativa Complessa di Anatomia Patologica – Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia – Udine

 

2017-08-29T09:15:08+00:00